{"id":310,"date":"2014-05-20T16:52:25","date_gmt":"2014-05-20T16:52:25","guid":{"rendered":"http:\/\/www.legambientetrento.it\/site\/?p=310"},"modified":"2014-05-20T16:52:25","modified_gmt":"2014-05-20T16:52:25","slug":"no-alla-tripartizione-del-morente-parco-nazionale-dello-stelvio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.legambientetrento.it\/site\/?p=310","title":{"rendered":"No alla tripartizione del morente Parco nazionale dello Stelvio"},"content":{"rendered":"<p>Trento, Bolzano, Milano, Roma &#8211; 16 maggio 2014<\/p>\n<p>Ultimi ritocchi in vista della disintegrazione. Domani a Bormio  conferenza pubblica sul destino del Parco.  Legambiente boccia la tripartizione del Parco che disapplica la legge  nazionale sulle aree protette. &#8216;La ragion politica e i muscoli delle  province autonome scrivono la parola fine su 80 anni di parco nazionale,  ci opporremo in tutte le sedi a questo disegno gravemente disfattista&#8217;<\/p>\n<p>Dopo 5 anni di accanimento, e una bocciatura ricevuta direttamente  dal presidente Napolitano, il patto politico tra SVP e PD nazionale per  lo smembramento del Parco Nazionale dello Stelvio sta per arrivare in  dirittura d&#8217;arrivo, con la stesura quasi definitiva del decreto  legislativo che d\u00e0 attuazione alla norma di autonomia contenuta nella  legge finanziaria del governo Letta, approvata dal Parlamento lo scorso  dicembre. In base al testo liquidato dalla commissione paritetica tra  province autonome e Governo, organismo in cui, \u00e8 bene precisare, la  Regione Lombardia non \u00e8 presente se non come osservatore, il parco  diventerebbe nazionale di nome ma non di fatto: non avrebbe pi\u00f9 un vero  ente gestore unitario (ma solo un superfluo comitato di coordinamento  con funzioni di indirizzo, del tutto privo di poteri reali), n\u00e8  strumenti e regole unitarie per la tutela e la gestione del territorio.  Ogni Provincia potr\u00e0 farsi il piano del parco sulla parte di propria  competenza e darsi un regolamento a s\u00e8 stante. E, cosa ancora pi\u00f9 grave,  potr\u00e0 stralciare fette di parco con il solo onere di sentire i pareri  di Regione Lombardia e Ministero dell&#8217;Ambiente, ma senza alcun obbligo  di tenerne conto.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p> <!--more--> <\/p>\n<p>&#8220;Le province di Trento e Bolzano con questa spacconata hanno voluto  far pesare in modo muscolare e dichiaratamente anti-europeo il  privilegio dell&#8217;autonomia, decidendo anche per la Lombardia in cui si  trova quasi la met\u00e0 del territorio del parco &#8211; dichiara Damiano Di  Simine, presidente di Legambiente Lombardia &#8211; ma in realt\u00e0 la decisione  di sfasciare il parco rappresenta il punto pi\u00f9 basso della storia  dell&#8217;autonomia speciale, nata per alti fini di tutela e promozione delle  specificit\u00e0 sociali, etniche e linguistiche di quelle province e ormai  ridotta a corpo contundente contro un soggetto istituzionale debole  quale il parco. Imbarazzante resta il ruolo defilato della Lombardia,  certo priva degli strumenti istituzionali derivanti dallo statuto di  autonomia e costretta ad incassare il colpo, di fatto inchinandosi alla  ragion politica invece di difendere la grande risorsa costituita dalla  presenza di un parco nazionale nel proprio territorio.&#8221;<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Gli ambientalisti valtellinesi hanno convocato ad una conferenza  pubblica prevista domani a Bormio gli amministratori e le associazioni  dei tre versanti del parco nazionale per discuterne, e ribadiscono gli  elementi che contestano nel testo in via di perfezionamento: &#8220;Per noi \u00e8  inaccettabile che lo Stato avalli una norma che di fatto disapplica la  propria legge nazionale sulle aree protette &#8211; dichiara Vittorio Cogliati  Dezza, presidente nazionale di Legambiente &#8211; la quale stabilisce i  requisiti irrinunciabili di un Parco Nazionale: l&#8217;esistenza di un ente  gestore autonomo e unitario, di un piano e di un regolamento unico del  parco. Si abbia almeno il coraggio di dire la verit\u00e0, e cio\u00e8 che il  parco dello Stelvio, privato di questi requisiti, cessa di essere parco  nazionale. Sarebbe una affermazione molto pi\u00f9 vicina alla realt\u00e0, anche  se chiaramente costituirebbe un doloroso passo indietro di 80 anni,  concludendo nel modo peggiore la storia dell&#8217;area protetta pi\u00f9 grande  delle Alpi&#8221;<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Tra gli elementi dell&#8217;accordo che dovrebbe portare entro giugno allo  smembramento del Parco, c&#8217;\u00e8 poi il tema dei fondi ODI, ovvero il  finanziamento che le province autonome destinano ai territori confinanti  di Lombardia e Veneto, sostanzialmente per tenerli buoni e a debita  distanza. I soldi di Trento e Bolzano dovrebbero diventare la base  finanziaria, unitamente al capitolo del finanziamento ministeriale, per  il funzionamento del parco, anche nel settore lombardo.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>&#8220;Siamo del tutto contrari all&#8217;idea che quei fondi vengano usati per  coprire gli oneri amministrativi del parco, pensiamo invece che debbano  confluire nelle risorse di una fondazione per la promozione economica e  sociale del territorio del Parco, venendo dedicati in modo esclusivo  alla realizzazione di progetti di coesione e partenariato territoriale:  in 80 anni i comuni dei tre versanti si sono ben guardati dal  condividere il concetto di parco nazionale e renderlo un propulsore di  economia e attrattivit\u00e0: i fondi ODI, nati per compensare le disparit\u00e0  di prerogative dei comuni confinanti con le province autonome,  dovrebbero invece diventare strumento di integrazione e sviluppo locale,  sostenendo progetti funzionali alla costruzione di una identit\u00e0 comune  del fu parco nazionale dello Stelvio, recuperando almeno nelle comunit\u00e0  locali la sfida e l&#8217;opportunit\u00e0 di una dimensione che, con spirito  europeo, sia capace di superare le divisioni amministrative&#8221; conclude Di  Simine<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Trento, Bolzano, Milano, Roma &#8211; 16 maggio 2014 Ultimi ritocchi in vista della disintegrazione. 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