{"id":112,"date":"2010-12-13T14:55:47","date_gmt":"2010-12-13T14:55:47","guid":{"rendered":"http:\/\/www.legambientetrento.it\/site\/?p=112"},"modified":"2010-12-13T14:55:47","modified_gmt":"2010-12-13T14:55:47","slug":"acqua-bene-comune","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.legambientetrento.it\/site\/?p=112","title":{"rendered":"Acqua bene comune"},"content":{"rendered":"<p> Legambiente si batte contro la privatizzazione dei servizi idrici. <\/p>\n<p> La comunit\u00e0 internazionale deve assumere l\u2019impegno per una gestione sostenibile ed equa della risorsa acqua. Le Nazioni unite devono riconoscere l\u2019accesso all\u2019acqua come un <strong>diritto fondamentale<\/strong> e inalienabile, individuale e collettivo. E\u2019 necessario: <\/p>\n<ul>\n<li>adottare, a livello mondiale, politiche di salvaguardia dell\u2019acqua come elemento centrale dello sviluppo e prioritario nella lotta alla povert\u00e0; <\/li>\n<li> garantire un servizio accessibile a tutti nel rispetto delprincipio delle \u20183 E\u2019: efficienza, efficacia, economicit\u00e0; <\/li>\n<li> trovare forme innovative per rendere protagoniste le comunit\u00e0 locali nella gestione dei servizi idrici e per vigilare sull\u2019applicazione di un esercizio trasparente ed equo; <\/li>\n<li>intraprendere scelte non generiche ma diversificate e puntuali in base alle esigenze territoriali, per evitare i casi di cattiva gestione, o il prevalere di logiche di profitto a discapito della qualit\u00e0 del servizio e della risorsa (perdite idriche, mancanza di       investimenti);  <\/li>\n<\/ul>\n<p> Per conoscenza delle problematiche giuridiche e della situazione trentina, mettiamo a disposizione<a href=\"files\/informativapoliandri.pdf\"> un sunto della sentenza della Corte Costituzionale n. 325\/2010 che ha rigettato i ricorsi delle Regioni contro le norme di privatizzazione statale del 2008-2009 ed altri documenti utili forniti da Gianfranco Poliandri. <\/a>     <\/p>\n<p>     <\/p>\n<h2>Gioved\u00ec 3 febbraio presentata a Trento in Piazza Duomo la campagna referendaria.<\/h2>\n<p>  Presentata questa mattina in Piazza Duomo la campagna referendaria in Trentino. Dopo  la raccolta di 11.000 firme per i referendum contro le privatizzazioni  dell\u2019acqua, i Comitati e gli altri soggetti che si sono attivati in  Trentino nell\u2019estate del 2010 aprono la campagna per la vittoria dei SI. Le  decisioni della Corte costituzionale nn. 24 e 26 del gennaio 2011 hanno  dichiarato ammissibili i referendum promossi dai movimenti italiani per  l\u2019acqua bene comune che vogliono: a) abrogare le norme che nel  2008-2009 hanno accelerato fortemente la privatizzazione dei servizi  idrici (e di quasi tutti gli altri servizi pubblici locali); b) creare  alcune delle condizioni necessarie per avviare un processo di  ripubblicizzazione dei servizi; c) eliminare lo scandalo della  remunerazione automatica garantita al capitale privato investito nel  settore. Raggiungere  il quorum e vincere con una valanga di SI ha un valore specifico in  Trentino: sia per il necessario contributo alla battaglia nazionale sia  per battere la privatizzazione strisciante che i servizi idrici  subiscono anche in questa Provincia. Contrariamente  a quanto prevedono le regole statali, lo Statuto speciale permetterebbe  in Trentino esclusivamente gestioni pubbliche basate su servizi  comunali in economia e aziende speciali. Eppure,  assumendosi una responsabilit\u00e0 grave, la Provincia di Trento ha voluto  aprire al mercato i servizi idrici gi\u00e0 nel 1993 ed ha insistito su  questa strada fino alle irragionevoli norme della legge finanziaria  provinciale 2011 dove (articolo 22) si raccolgono le peggiori  indicazioni delle norme nazionali 2008-2009 e si stabilisce che anche in  Trentino nelle SpA a capitale misto il socio privato possieda almeno il  40% del capitale sociale. Una decisione che: 1) non ha tenuto conto  delle sensibilit\u00e0 espresse da gran parte dei cittadini; 2) \u00e8 stata  mascherata con la necessit\u00e0 di confermare le tradizionali gestioni  trentine (che erano invece gi\u00e0 garantite dallo Statuto, dalla legge  regionale n. 1\/1993 e dalla legge provinciale n. 6\/2004). Al  di l\u00e0 delle apparenze, la penetrazione delle gestioni privatizzate in  Trentino ha raggiunto livelli importanti. Nel 2010, 193 Comuni su 217  mantengono gestioni realmente pubbliche; ma altri 24 (per un totale di  circa 200.000 abitanti riforniti) producono il servizio idrico tramite  affidamento a SpA che &#8211; miste o di totale propriet\u00e0 degli enti locali &#8211;  sono comunque soggetti di diritto privato tenuti a ricercare profitti di  mercato.In Trentino la sfida per la vittoria nei referendum si intreccia con altre sfide decisive. Tra il 2011 e  l\u2019inizio del 2012 le Comunit\u00e0 di Valle (che hanno ora la competenza)  dovranno stabilire la forma organizzativa del proprio servizio idrico e  potranno scegliere tra le 4 soluzioni ancora possibili in questa  Provincia: 1) le gestioni comunali in economia associate in convenzione  \u201cdi territorio\u201d; 2) le aziende speciali o gli enti pubblici economici in  assetto consortile; 3) le SpA miste; 4) le SpA a totale capitale  pubblico. L\u2019impegno  dei movimenti e dei soggetti che hanno promosso il referendum e che si  battono per l\u2019acqua bene comune \u00e8 vigilare che le future scelte  raccolgano le preoccupazioni delle collettivit\u00e0, non ignorino le  tradizioni di valle, non siano orientate al mercato e quando necessario  aprano percorsi di recupero dei servizi oggi affidati alle SpA. Per  questo potranno essere ancora utili le modifiche degli  Statuti di  Comuni e Comunit\u00e0 di Valle per dichiarare il ciclo idrico come servizio  locale di interesse generale che per sua propria natura non \u00e8 possibile  erogare ricorrendo alle regole del mercato e della concorrenza. Ma  le gestioni pubbliche in economia o tramite aziende non assicurano per  definizione  n\u00e9 trasparenza totale n\u00e9 partecipazione ampia delle  collettivit\u00e0 nelle decisioni. Sar\u00e0 questo un terreno di confronto, anche  per il minimo gratuito di 50 lt\/giorno\/persona e uno statuto  provinciale dei beni comuni. Ci  sono infine altri obiettivi. La produzione dei servizi idrici \u00e8 una  delle forme degli usi dell\u2019acqua. Le disuguaglianze e le nocivit\u00e0 che  non vogliamo passano anche in Trentino attraverso gli impieghi  irragionevoli, gli sprechi, gli inquinamenti.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Legambiente si batte contro la privatizzazione dei servizi idrici. La comunit\u00e0 internazionale deve assumere l\u2019impegno per una gestione sostenibile ed equa della risorsa acqua. Le Nazioni unite devono riconoscere l\u2019accesso all\u2019acqua come un diritto fondamentale e inalienabile, individuale e collettivo. 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